Il Solstizio d’estate: falò e desideri, riti senza tempo..

Oggi , 21 giugno è il Solstizio:  inizia ufficialmente l’estate! Anche se in realtà il caldo di questi giorni ci ha fatto assaporare già da un po’ l’idea di onde spumeggianti e bikini colorati, normalmente è adesso che il sole comincia a scaldare mentre la sera è ancora fresca e ventilata, quantomeno nelle terre del nordovest (di Milano…).

Il Sole raggiunge il suo punto più alto. Si fondono insieme, antichissime tradizioni popolari e profondi significati esoterici e religiosi. In concomitanza con il solstizio estivo, quando il sole raggiunge la sua massima declinazione positiva per poi riprendere il cammino invernale e ha inizio l’estate, si celebra la Festa Solare per eccellenza.  In età precristiana questo giorno era considerato sacro al pari di un capodanno  da cui l’usanza di trarre dei presagi. Il Sole, simbolo del fuoco divino, entra nella costellazione del Cancro, simbolo delle acque e dominato dalla Luna, dando origine all’unione delle due opposte polarità che si incontrano. Il Sole è la parte maschile e la Luna quella femminile. san-juan-1729492__480E’ la notte dei falò, che i nostri vecchi accendevano per perpetuare un rito magico interpretato da alcuni studiosi, atto a scacciare i demoni e le forze occulte della natura. La terra si imbeve di strani influssi, le erbe medicinali, madide di rugiada, acquistano maggiore efficacia. La gente dei campi festeggiava  anche per un’esigenza purificatrice. Era d’uso, infatti, dopo il raccolto, bruciare la sterpaglia  che restava sul terreno, per la necessità del terreno stesso,  di essere purificato dalla rugiada ed essere pronta a ricevere la nuova semina.
Per la sovrapposizione tra il calendario cristiano con quello pagano, in Italia i riti per il Solstizio si celebrano nella notte di San Giovanni Battista, il santo asceta che battezzò Gesù. La sua festa è il 24 giugno, e la notte precedente, il 23 giugno, è una notte magica, la notte in cui tutto può succedere, delle streghe e dei demoni, ma anche del bene che vince sul male, della luce che vince le forze occulte della natura e scaccia il malocchio. È la notte del sogno e della premonizione, celebrata anche da Shakespeare nel Sogno di Una Notte di Mezza Estate.vintage-1721945__480

I rituali di questa notte sono  tantissimi e io, curiosando qua e là, ne ho raccolti almeno 10, e alcuni parecchio bizzarri: la fantasia degli uomini antichi non aveva davvero limiti…

1.Raccogliere un mazzetto di erbe , rigorosamente bagnate già dalla rugiada, da mettere sotto il cuscino per garantire sogni premonitori e buona fortuna in ambiti diversi:

  •  Prezzemolo contro l’invidia, 
  • Iperico contro le sventure e per garantire sonni sereni;
  • Artemisia (cintura del diavolo) per la fertilità….e per preservarci dai fulmini (!)
  • Ruta per le proprietà curative, e come scaccia diavoli…vista la sua forma a croce..
  • Menta  a garanzia della lunga vita e per trovare l’amore,
  • Rosmarino per tenere lontani diavoli e streghe;
  • Aglio, potentissimo talismano, particolarmente forte contro la stregoneria e come tutti sappiamo contro i vampiri ….ma soprattutto contro chiunque non vogliamo vicino!
  • Lavanda per un buon riposo e per proteggere. …E’ simpatico pensare che riporre la lavanda nei cassetti e negli armadi, per proteggere la propria biancheria e quella dei famigliari, è un rituale di protezione personale antichissimo  ……e non solo un mezzo, profumato, per  tenere lontano le tarme!
  • e poi ancora la Salvia a proteggere dalle creature malvagie;
  • Verbena come simbolo di pace e prosperità e in grado di guarire dalle malattie. Anche qui: i romani usavano mettere la verbena sui tavoli dei grandi banchetti verbena_M1perché la ritenevano essenziale per la convivialità e le buone relazioni interpersonali ….forse che per estensione la buona compagnia e il buon cibo…tengono lontane le malattie ??
  • E infine la  Mandragora, una delle piante più pericolose, con la doppia facoltà di sedare ed eccitare data la sua essenza ambivalente, maschile e femminile; molto cara alle streghe, si usa per preparare narcotici e filtri d’amore.
  • Con queste piante si prepara anche l’acqua di San Giovanni: messe in un bacile colmo d’acqua e lasciate fuori casa per tutta la notte, hanno il potere di aumentare la bellezza, preservare dalle malattie, ma nello stesso tempo difendere dal malocchio, dall’invidia e dalle fatture, soprattutto quelle pronunciate contro i bambini.

2.Tagliare un ramo di felce maschio per ricevere capacità divinatorie, forza soprannaturale e sapienza. Secondo le credenze il suo fiore bianco si schiude solo la Notte di San Giovanni, restando visibile per un attimo, e per poterlo cogliere, lottare contro il diavolo è purtroppo necessario.  Probabilmente il fascinogreen-leaf-2280141__480 che ha esercitato nei secoli la felce sull’immaginario umano, le deriva dal fatto di essere una specie vegetale antichissima…le prime tracce risalgono a 350 milioni di anni fa! In ogni caso tenere un ramo in casa pare garantisca guadagno tutto l’anno: …vale la pena di provare!

3.Bere la rugiada per purificarsi e per  “rifiorire”, ma anche per tenere lontano ogni influenza negativa. Come? Stendendo un telo sul prato  e una volta bagnato, strizzarlo per berne le gocce!

4.Mangiare lumache: le corna delle lumache sono simbolo di discordia e preoccupazioni …..mangiarle vuol dire eliminarle (!!!)

IMG-20170607-WA00485.La notte di S.Giovanni  è una notte magica in ogni senso, quindi non si potrà fare a meno di Dare un’occhiatina al futuro. In molte tradizioni  le giovani donne possono scorgere il mestiere del futuro marito rompendo un uovo e lasciando che l’albume nell’acqua ne formi il disegno.  Questa, per esempio, è una tradizione dell’entroterra di Pescara/Chieti, in Abruzzo, che mi raccontavano mia madre e le mie nonne quando ero piccola, nelle sere d’estate in campagna…ebbene sì lo confesso: ho provato anch’io tanti anni fa ma devo dire che l’interpretazione non è stata delle più chiare…!

6.Interpretare il volo delle lucciole, per  indovinare l’andamento e quindi la fortuna o la sfortuna dell’anno agricolo. Se le lucciole volano rasentando i fossi  l’estate sarà torrida e siccitosa; in caso contrario, se volano su siepi e piante e si portano verso l’alto, l’estate sarà fresca e piovosa.stock-photo-fireflies-in-the-bush-at-night-in-taiwan-410515864

7.A mezzanotte i rabdomanti devono tagliare dai noccioli e dai salici, i rami biforcuti per la loro bacchetta divinatoria.   

8.Se Vedere o incontrare un gufo, nella notte tra il 23 e il 24, è sinonimo di estrema fortuna perché portatore di saggezza e di fortuna, sorte diversa e sventurata è l’incontro ravvicinato con uno o più pipistrelli all’interno della casa. Immediatamente si deve fare uscire la bestia e quindi spargere sale sul pavimento, quindi legare agli “scuri” mazzetti di aglio allo scopo di tenere lontano l’indesiderato ospite.                                                       

9.Raccogliere le noci acerbe per farne il nocino: il liquore rinvigorente e panacea di tutti i mali.

A proposito delle Noci:  il nome deriva dal greco, col significato di “ghianda di Giove”,  in virtù della bontà e dell’alto valore nutritivo del frutto.  In Grecia, l’albero era protetto dalla dea Artemide (la romana Diana),  dea della natura ma anche dea lunare, protettrice dei boschi,  e che sarebbe stata, secondo il mito, trasformata in un noce da Dioniso. Nella celebrazione dei Misteri Dionisiaci, le sacerdotesse del dio, chiamate anche Baccanti, celebrano i riti legati alla fertilità e alla madre terra, danzando  sfrenate attorno ad un albero di noce, sacro al dio, in preda ad esaltazione sempre più profonda. Agli osservatori Cristiani dei secoli scorsi, che vedevano nella donna il simbolo del male e del peccato, questi rituali sembrarono osceni e malefici, e da qui nacque la leggenda delle streghe e delle loro riunioni notturne (sabba) sotto un noce, nella notte di San Giovanni.  La leggenda ebbe probabilmente origine presso Benevento, sede del “noce stregato” più famoso del mondo già nel 600 d.C. Fu qui che il vescovo Barbato,  fece sradicare l’albero per impedire ulteriori incontri. L’albero però ricrebbe e le riunioni continuarono ancora a lungo, anche dopo il 1600, quando il noce originario morì.  Anticamente il fatto che non ci fossero altre piante nelle vicinanze di un noce era associato alle attività stregonesche che, appunto, si pensava si svolgessero sotto, ….in realtà  le radici di questa pianta, come anche le sue foglie, contengono una sostanza, la juglandina, tossica per le altre piante.  walnut-1710570__480

Nonostante l’albero del noce abbia questa triste e demoniaca fama, paradossalmente, è rimasto invece molto amato e apprezzato per le notevoli virtù medicinali. Secondo la dottrina delle “corrispondenze” o “magia simpatica” già Giovan Battista della Porta, medico e alchimista alla fine del 1500, indicava  il frutto come rimedio per tutti i problemi legati al cervello, a causa della forma del gheriglio, che appunto  lo ricorda. Numerose sono le applicazioni tramandateci dalle antiche guaritrici, tra le quali la capacità della pianta di assorbire i veleni e delle foglie di eliminare piaghe e ulcere. Il liquore preparato con le noci acerbe, ancora nel mallo, raccolte rigorosamente il 23 di giugno, è invece ritenuto miracoloso come digestivo.

10. Su tutti però, proprio per la tradizione legata al Sole e al fuoco nei campi, il rituale più diffuso è quello di accendere un falò. Va bene anche un piccolo fuoco simbolico acceso nel calderone o in un qualsiasi recipiente, meglio se di rame, composto con 7 erbe diverse. Questa pratica serve a potenziare forza, potere e protezione.  Eventualmente, per evitare incendi in casa può bastare anche il fuoco di una candela!  Alla tradizione del falò in cui bruciare i “resti” dell’anno (agricolo) si aggiunge, per esteso “entrare” nel fuoco per purificarsi : E’ beneaugurale saltare sul fuoco avendo ben chiare le cose che vorremmo veder cambiare nella nostra vita.  Più intenso e puro sarà il desiderio espresso mentalmente al momento del salto e più esso avrà ottime possibilità di realizzarsi.”  campfire-87377__480

In tutte le latitudini il maggior numero di ore di luce è sempre stato celebrato come un nuovo inizio …quindi come un momento di gioia, e di rinnovato fulgore per tutto il mondo vivente, uomo compreso, con la speranza e la ricerca, scrutando in ogni modo possibile, di buoni auspici per il prossimo futuro, per il raccolto, fondamentale in tutte le civiltà agricole, ma anche  per il proprio personale futuro: ricchezza, abbondanza, matrimonio, fertilità.  Un’esigenza ancestrale che ancora oggi , nel nostro mondo 2.0, continua a vivere con noi, ogni volta che ci troviamo di fronte ad un nuovo anno, a nuovi percorsi e a nuove sfide nella nostra vita, anche quando , magari pur non credendoci molto,  ci lasciamo affascinare  dall’oroscopo di una rivista o da qualche antica usanza  delle nostre nonne.

Dunque, quale momento migliore di questo, per formulare i nostri più profondi desideri per noi stessi, per il nostro futuro e in sostanza, per essere felici ? …Ecco a questo punto però mi sorge un dubbio:  io saprò esprimere ciò che mi sta davvero a cuore? Saprò trovare le parole giuste per dirlo?

Giovedì 22 giugno, alle 21,00 c’è una serata incontro gratuita,  qui vicino, a S.Vittore Olona – Mi-  nella piazza centrale, in cui si parla proprio di questo. Si chiama Laboratorio dei Desideri. L’incontro è tenuto da Maria Grazia Schembri, psicologa di professione che oltre alla scienza medica moderna e ufficiale, è appassionata di Psicologia Antica e pare che già in quella l’uso delle parole e di come veicolarle avesse un valore notevole, per far presa sul popolo e non solo…  Io quasi quasi ci vado, così per la notte di S.Giovanni sono già pronta…e tu?

Tiziana Mancini

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CAos e iPatrini: un’aquila… in volo

ADELE UMBERTO ROSANNA
Ecco…parlare di Adele Patrini, la fondatrice e presidentessa di Caos, l’associazione di donne volontarie che, come parte integrante dello staff tecnico del Centro Senologico di diversi ospedali del Varesotto, si occupa di aiutare e seguire le donne operate di tumore al seno,  e la Presidente della squadra di baseball I Patrini, Campioni italiani di baseball  non vedenti e ipovedenti, non  è cosa da poco… una donna incredibile di cui hanno raccontato direttamente ed indirettamente tante testate giornalistiche.
Ma soprattutto…come è successo che ho potuto conoscerla ?? Come si dice..una serie di fortuite situazioni. Tutto è iniziato qualche settimana fa, quando mi sono trovata  un post su facebook dagli amici fondatori di Artha Yoga – Susanna, insegnante di yoga kundalini (counselor ecc..) e Daniele, istruttore di Nordic Walking, in cui leggo di una iniziativa al femminile di camminata con i bastoncini per le donne operate di tumore al seno e che sarebbe partito pochi giorni dopo… e l’istruttore era proprio Daniele. NORDIC WALKING FOTO - GRUPPOL’ idea è di unire alla terapia medica,  la pratica del Nordic Walking, per stimolare la muscolatura con una modalità non aggressiva, in grado di allenare il corpo con il movimento ritmico di braccia e gambe, e contemporaneamente allenare la mente, integrando una corretta respirazione:  la persona così risulta forte e rilassata al tempo stesso. L’ associazione che organizza si chiama C.A.O.S., è parte dello staff del Centro Senologico di Multimedica Castellanza e il luogo  è il Parco Altomilanese.imagesKSJEYMHI
Abbiamo creduto fosse un’iniziativa importante e assolutamente da imagesS5TG1XSIpubblicizzare, per quanto fosse nelle nostre forze. Ho la fortuna di conoscere una testata giornalistica web locale (sempionenews), con cui a volte collaboro e “vocata” alla cultura, nelle sue varie declinazioni,  che ha naturalmente aderito in via immediata e io…. letteralmente prendo la palla al balzo! Recupero i contatti da Susanna che intanto mi racconta di una vulcanica organizzatrice di questa e altre iniziative , Adele Patrini,  e scopro che è anche Presidente della squadra di baseball non vedenti, che ha vinto le Nazionali.
uso muscoli nordic
-“ Deve essere proprio un bel personaggio!” penso. Così, davvero incuriosita, ma anche un po’ intimorita, prendo in mano il telefono, anche se non ho proprio idea di come approcciarmi. Dall’altra parte del filo invece mi risponde la voce brillante di  una nonna sprint che mi chiede gentilmente di aspettarla 10 minuti: ha la nipotina da recuperare a scuola!  intanto riesco ad avere da lei tutto il progetto e il manifesto dell’associazione.  Scopro così che CAOS è nata a Varese nel 2003 per “esprimere un servizio destinato al mondo femminile ed al percorso diagnostico terapeutico assistenziale e riabilitativo, chiamando a raccolta medico, famiglia ed istituzioni. Attraverso un centro di ascolto, sostiene la paziente e la sua famiglia, investendo sulla relazione e di aiuto…”- “e si è fatta promotrice di raccolte fondi per donazioni quali apparecchiature radiologiche di diagnostica e microbiopsia e di borse di studio ; collabora con l’Università dell’Insubria all’organizzazione di Master di Senologia e ancora, gestisce Corsi di Formazione per Operatori Sanitari…”CAOS - BANNER NUOVO 2016 - LOGO COMBINATO UNTITLED 2
Il cellulare squilla: è lei. – “Adesso sì che mi sento in soggezione a parlare con la fondatrice e  Presidente di una Organizzazione simile!”..
Sig.ra Adele, ho letto il progetto di Caos..è bellissimo tutto quello che fate! ma sono tutte donne volontarie? “Certo! L’ associazione  è formata da donne volontarie (e lo sottolinea nuovamente) con problematiche legate al tumore al seno avute o attuali .Nelle nostre  zone l’incidenza è la piu’ alta del ns. Paese, ma la buona notizia è che nell’85% dei casi è curabile. Poi ci sono le donne che hanno avuto una mutazione genetica tale per cui  sono ad altissimo rischio oncologico e quindi pur essendo sane sono soggette anch’esse a continui controlli e monitoraggi , risonanze ed esami come se fossero malate.  Ecco noi siamo riuscite a far attivare, in collaborazine con FAVO e Europa Donna, l’esenzione del ticket per queste  donne geneticamente mutate ad alto rischio oncologico,  in tutta la lombardia – l’ esenzione  è attiva dal 18/09/2015…..( lei dice che  è una vittoria delle sue amazzoni )”.

adele patrini 1Mi sembra di capire che tutto parte dalla sua esperienza diretta. Come è arrivata all’idea di creare una associazione come Caos? ” Sì, io stessa ha scoperto anni fa di avere un tumore al seno (e recidive in anni recenti ). -A Varese sono stata assistita in maniera fantastica dall’Ospedale di Circolo di Varese, in cui abbiamo un eccellenza senologica di valore, e dall’associazione Andos, che ha saputo darmi quel sostegno esterno di cui avevo bisogno e che non volevo chiedere alla famiglia”- (cit.) Perché noi donne siamo così: abbiamo bisogno di aiuto ma non vogliamo far soffrire chi ci sta accanto. Lì mi sono resa conto dell’importanza che  le persone, le relazioni,  l’attività fisica , l’alimentazione  oltrechè della terapia vera e propria, hanno nella terapia e nella riabilitazione del paziente.  Tutte cose che spesso se ci sono, sono appunto all’esterno  dell’ospedale e la loro ricerca è affidata totalmente al paziente. Invece la visione è non lasciare soli i pazienti perchè è la solitudine a fare i danni peggiori a volte.”-

” Lo sai ?”- mi da del tu…in realtà mi parla  come se ci conoscessimo da sempre..che onore!!-  che anche Le donne mutate geneticamente, anche se sono sane, sono sottoposte a tanti di quei controlli tac, risonanze, ecc che dopo un po’ di tempo cominciano a vedersi come malate?!  “Beh si’ …anch’io mi sentirei così “- confesso …”e il fatto è che alla fine si ammalano davvero!

locandina
la nuova iniziativa :
il trucco per “stare meglio”!
il 26 giugno presso Multimedica

-“Dopo l’operazione ho continuato a frequentare l’associazione finché non ho sentito il bisogno di raccontare e diffondere la mia esperienza, con la volontà di fare qualcosa di concreto ….e nel novembre del 2003 è nata Caos”.  L’associazione esprime un servizio dedicato all’universo femminile ed al percorso: prima, durante e dopo la malattia chiamando a raccolta i soggetti principali: medico, famiglia, istituzioni. “Al centro della nostra attenzione c’è un unico principio ispiratore: prendere per mano la donna ed accompagnarla nelle scelte che la riguardano”.

imagesJQC2GYYJ Quindi è la sua esperienza al servizio di donne con problematiche simili? Esattamente. Ho fatto la mia esperienza e adesso mi permetto di insegnare ad altre donne che si trovano a combattere contro il cancro al seno, quanto questa esperienza si possa trasformare in un’opportunità. Bisogna mettere in moto la creatività e spenderci energie e passione. Tutti i momenti di difficoltà possono diventare punto di forza e noi donne sappiamo e dobbiamo ritrovare le risorse che abbiamo dentro di noi perché questo accada. Io non ho mai avuto paura, per esempio, di raccontare la mia esperienza con il cancro perchè penso che  le storie debbano essere raccontate, non rimanere chiuse dentro le singole persone!  Solo così possono diventare un aiuto. ….Quindi predisponetevi all’ascolto perché potrei avere presto un’altra storia da raccontare!”-(cit.)

Ecco….un’altra storia: so che lei è l’anima fondatrice anche di una squadra di baseball molto particolare .. 

“Sì ..i miei ragazzi! Quest’anno I Patrini di Malnate images19BXDQE2sono diventati Campioni d’Italia e detentori della Coppa di Lombardia! Loro sono  una squadra di baseball composta da giocatori non vedenti e ipovedenti e sono stati ospiti , qualche giorno fa, a Villa Recalcati per la consegna di una targa di ringraziamento, consegnata dal presidente della Provincia di Varese Gunnar Vincenzi al capitano e all’allenatore, «Un premio per i sacrifici in campo e per le vittorie conquistate quest’anno”. Io ne sono orgogliosissima, di tutti ! Dello staff tecnico, dei dirigenti,  dei giocatori, e di  tutte le realtà che sostengono questa associazione e anche ai famigliari di chi va in campo perchè  so che  tra mille difficoltà, offrono a tutti i ragazzi la possibilità di fare sport». ( Non lo dice, ma  Il Presidente Vincenzi  ha poi consegnato una targa di ringraziamento anche a lei  per  l’energia spesa quotidianamente a favore della squadra…).images7WWKELHBimagesAUXM0OEZ

Ed è così che mi accorgo che è già piu’ di mezz’ora che siamo al telefono!  Mi congedo e la  ringrazio di avermi dedicato tanto tempo …mentre lei invece  ringrazia me (???). Che donna!

Messo giù il telefono sono ancora più incuriosita di prima : cerco su Internet articoli su di lei e relativi all’ Associazione Caos e notizie su “IPatrini” . Poi ad un certo punto il buon Google mi fa cadere l’occhio sulla storia del cognome Patrini e sui suoi simboli araldici. Così scopro che già dal  XIV secolo la famiglia Patrini si distingueva fra le principali famiglie cremasche di parte guelfa: “Dette alla patria valenti giureconsulti, fra’ quali un Francesco, cavaliere e conte palatino, che fu consigliere del Duca Filippo-Maria Visconti”  Avevano naturalmente anche uno stemma. Con un’aquila….Patrini

L’aquila nella mitologia greca e latina è l’uccello sacro a Zeus, dio del fulmine e delle nuvole,  È anche simbolo di potenza, vittoria e prosperità.

L’aquila è una figura araldica naturale femminile.  Simbolo celeste e solare, l’aquila indica pure acutezza mentale e d’ ingegno , e con fama di rigenerarsi! Persino nella nostra religione e’ “il simbolo del cristiano chiamato, dal battesimo, a nuova vita” …   quando si dice il destino in un nome!

 

tiziana mancini

(cit.) :”varesenews”

Il benessere …passa da qui!

Il weekend del 27-28 maggio scorso,  il Museo del Tessile è stato tappa obbligata per moltissimi appassionati (ed operatori ) del settore del benessere olistico, del Varesotto con l’evento ANIMA E CORPO Festival del Benessere.10819258-corpo-mente-anima-spirito--la-crescita-personale-o-di-un-concetto-di-sviluppo-ha-

Nelle sale della fiera oltre a 70 stand di oggettistica naturale e cristalli, associazioni e  scuole si sono alternate per entrambe le giornate piu’ di 50 eventi con conferenze e workshop di yoga, reiki, tai-chi, danze, massaggio sonoro con campane tibetane, shiatzu, lettura dell’ombra aurica e quant’altro e persino due punti di ristoro, di cui uno vegano. In effetti, non potevo perdermelo! Inoltre ho approfittato  volentieri  dell’occasione per andare a trovare alcuni amici: Susanna e Daniele di Artha e Carla e Giulio dell’Associazione Culturale Vidya e Gibi Reiki ….e  provare alcune delle dimostrazioni proposte, insieme ad Annalisa e Bettina, le amiche ormai sempre coinvolte in qualche evento-benessere.

Quello che mi piace di queste fiere è proprio la possibilità di scoprire altre modalità di pensiero  e tecniche che aiutino le persone a ritrovare il benessere fisico, emotivo, psicologico e spirituale.  Una cosa fondamentale però, per qualsiasi tecnica o percorso si scelga di seguire per il proprio benessere, e ce ne sono veramente centinaia, secondo me è affidarsi a persone quanto più chiare e ..affidabili appunto. Prendere informazioni, magari da amici,  e conoscere personalmente chi tiene corsi e chi fa i trattamenti è importante, anche se sembra banale. La cosa bella è che basta iniziare a guardarsi intorno e a interessarsi anche a eventi come questo che, entro pochissimo tempo si entra in contatto con un mondo di persone e possibilità.

le pazzeQualche volta le “possibilità” non si riferiscono solo al mondo olistico o a qualche “tecnica” strana. Come dicevo, ci sono sempre delle persone dietro a tutto, con la loro storia, con la loro umanità, ma anche con le loro radici e il loro approccio alla vita. E allora puo’ succedere, come è successo a noi,  che due persone, come Carla e Susanna, che non si conoscono, che non sanno nulla l’uno dell’altra fino a questo  momento, si incontrino e inizino a condividere con noi la propria storia tanto simile, semiseria e con derive assolutamente…. romanesche!  In pochi minuti ci siamo  ritrovate  catapultate indietro nel tempo,  in un periodo di storia italiana che non si fa quasi mai in tempo a studiare a scuola e di cui non si sa poi molto: gli anni 70, gli anni di piombo e di Moro.  Ma la cosa piu’ incredibile è il racconto così fresco e allegro di situazioni anche molto pesanti, come le cariche della polizia e la paura nelle strade, di due donne che hanno vissuto la loro adolescenza tra gelaterie o pizzerie e cortei di protesta, scuole occupate e strade blindate, combattendo insieme a tante altre per ottenere leggi e condizioni migliori, soprattutto per le stesse donne. E’ proprio questo vissuto severo e scanzonato allo stesso tempo, ma assolutamente radicato in loro, che restituisce la solidità per divulgare ed insegnare, ognuno a suo modo, il proprio modo di vivere il benessere.

Con un inizio simile, la giornata non poteva  che continuare al meglio!singing-bowls-792558__340

Bettina è rimasta affascinata dal  Massaggio sonoro con le Campane Tibetane. Secondo la Tradizione indiana il cosmo ha avuto origine dal suono che è una forma di energia molto potente. In particolare quella delle campane tibetane ci fa entrare in contatto con la parte più profonda di noi stessi.  Posta a contatto con il corpo e attivata per sfregamento o per percussione la “ciotola” di metallo (in realtà ..si tratta di una lega di vari metalli) produce una vibrazione fisica e un suono armonico che, insieme, raggiungono ogni punto del nostro corpo e dei nostri organi, compreso il midollo osseo, le ghiandole interne e il sistema nervoso.  Come sia possibile, ce lo spiega la fisica : Il suono è un’ oscillazione.: la  sorgente del suono, trasmette il proprio movimento alle particelle adiacenti; le particelle a loro volta, iniziando ad oscillare, trasmettono il movimento alle altre particelle vicine e queste a loro volta ad altre ancora, provocando una variazione locale della pressione; in questo modo, un movimento vibratorio si propaga meccanicamente e genera un’onda sonora. Quando i nostri organi, anch’essi quindi costituiti di particelle “vibranti”, sono sottoposti a traumi o stress, il delicato equilibrio che li sostiene si interrompe o distorce e si generano i  blocchi energetici. Le vibrazioni armoniche  e melodiche delle campane possono così riportare alla frequenza originaria le cellule e gli organi del nostro corpo,  e donarci un benefico effetto su tutto l’organismo, uno stato di  rilassamento generale, un sonno più tranquillo e persino un metabolismo digestivo migliore! Il massaggio sonoro interviene quindi sugli aspetti emotivi, mentali e spirituali della persona e ci permette di ritrovare quella sensazione di unità tra corpo e spirito che ci appartiene ma che spesso dimentichiamo. Una cosa è certa: è bellissimo sentirsi un tutt’uno con il suono e contemporaneamente esserne attraversati (letteralmente)….e  alla fine alzarsi dal lettino sentendosi rilassati e  leggeri come una piuma.  Grazie Daniele!

wellness-285590__340Annalisa invece ha scelto un trattamento di Reiki con Giulio. REIKI è una parola giapponese composta da due sillabe REI e KI. REI significa “Energia Vitale Universale”, KI invece esprime “Energia che scorre nel Corpo” o “Forza Interiore”. Dal punto di vista olistico la malattia è causata da uno squilibrio tra corpo, mente e anima ed energeticamente dal Non più corretto fluire dell’energia universale all’interno della nostra struttura energetica. Attraverso il Reiki, nella parte relativa al trattamento vengono avvicinate o appoggiate le mani delicatamente, sulle varie parti del corpo del soggetto interessato, dalla testa alle gambe, focalizzandosi sui centri energetici del paziente stesso (chakra), e sui siti di dolore o disagio, in modo che l’energia vitale universale possa fluire naturalmente nelle aree del corpo che più ne hanno bisogno: questo aiuterà a ristabilire il corretto fluire dell’energia e andrà a stimolare la capacita del corpo di rigenerarsi e ritrovare quell’equilibrio originario che era venuto meno con la malattia, sia dal punto di vista energetico che biochimico.  Alle volte può capitare che, durante il trattamento, ci vengano alla mente immagini o sensazioni e questo puo’ farci sembrare il reiki  come qualcosa di “strano”, ma  questi sono solo effetti secondari temporanei (quasi sempre limitati al tempo del trattamento), perchè in realtà l’energia del Reiki, andando a  lavorare sui blocchi fisici ed energetici,  permette al nostro organismo di ripulirsi e liberarsi di scorie emotive, mentali e fisiche.

E alla fine tocca a me! Ho appena conosciuto Monica Moro, counselor in alimentazioneshadow-boxing-270721__340 psicosomatica e facilitatrice di tecniche energetiche, che in occasione dell’ evento “Anima e Corpo”  propone la “Lettura dell’Ombra Aurica” presso lo Stand dell’ Associazione Vidya. Confesso che non avevo idea di cosa si trattasse, e non avevo mai sentito parlare prima di questa tecnica. Monica mi  raccontava che “si tratta di una tecnica energetica che si basa sul principio che ognuno di noi mostra solo una parte di sè nelle varie situazioni in cui vive, come se indossasse una maschera. E il meccanismo ci è così abituale che spesso non riusciamo neanche più a riconoscere quale maschera indossiamo in una situazione piuttosto che in un’altra. L’ ombra quindi non è solo del corpo fisico, ma è un prolungamento dell’aura. Leggendola troviamo informazioni anche dei nostri schemi mentali, degli atteggiamenti, delle inclinazioni , degli obiettivi che un individuo potrebbe nascondere non solo agli altri, ma anche a se’ stesso”. Curiosa come sono, non potevo non chiedere di provare! Ci siamo accomodate fuori, nel prato all’esterno dell’edificio e al sole, in silenzio. Non sapevo assolutamente cosa aspettarmi ma devo dire che il risultato è stato notevole. Dopo alcuni minuti e pur non avendo parlato insieme, oltre alle presentazioni, è riuscita a descrivere (e letteralmente scrivere) perfettamente certi lati del mio essere, del mio agire e approcciarmi a determinate situazioni, che rimango interdetta ancora adesso. Dopodichè mi ha spiegato che questa “lettura”, è temporanea e serve proprio per vedere la  “situazione presente” in modo da essere più consapevoli di sè stessi ,prendendo atto di certi atteggiamenti per accettarli o cambiarli ed essere quanto più possibile autentici e in armonia con il sè profondo….Questa cosa direi che merita una bella riflessione!!

C’erano ancora molti stand interessanti da vedere ma non ci siamo proprio accorte che il  tempo, tra chiacchiere e trattamenti, è volato e siamo corse a casa . Però…che Giornata !

Tiziana Mancini

fonti:  i segreti delle campane tibetane;  utilizzo delle campane tibetane

fonti : reiki scienza e conoscenza ; cos’è il reiki

Donne che cercano la felicità: Vi ricordate “Mangia, Prega, Ama” ?

Donne che cercano la felicità: Vi ricordate “Mangia, Prega, Ama”- Il primo libro di Elizabeth Gilbert ?

Elizabeth Gilbert è una giornalista e scrittrice  conosciutissima per diversi libri. Da qualche anno il suo ultimo libro BIG MAGIC – è ai primi posti nella classifica dei libri piu’ venduti, raccontando la natura misteriosa dell’ispirazione e di come si può “vivere una vita creativa” inseguendo i nostri  sogni e affrontando le nostre paure ed infine esortandoci a scoprire il nostro personale “tesoro nascosto” ….ma come è arrivata a scoprire tutto questo?

Vi ricordate di “Mangia, Prega, Ama”? In Italia (edito nel 2007 da Rcs) il libro ha invaso le librerie nel 2010, a seguito del grande successo del film omonimo, con l’attrice Julia Roberts come protagonista. Anch’io come moltissime persone ho visto il film, e mi è anche piaciuto: c’era qualcosa che mi aveva attirato e colpito, ma era rimasta la netta sensazione che mi sfuggisse qualcosa, così non appena ho visto il libro sugli scaffali mi sono precipitata a leggerlo….perchè si sa che le trasposizioni cinematografiche per quanto belle, non sono mai come il libro originale. Leggendo mi aveva colpito il fatto che sul piano dell’ambientazione e anche degli avvenimenti il film era molto aderente alla storia, ma solo leggendo tutto il filo della narrazione ho colmato quei vuoti e trovato quello che secondo me è il filo conduttore. Purtroppo per molte persone che conosco, e che si sono limitate al film, il tutto sembra ridursi alla storia di una trentenne Newyorkese che, per riprendersi dal difficile e costoso divorzio dal marito e forte di un reddito abbastanza consistente, si prende un anno sabbatico in cui viaggiare per mezzo mondo, e ritrovare l’amore….un’americanata insomma.  In realtà, secondo me, la Gilbert racconta, nel suo personalissimo diario-confessione, il viaggio dentro sè stessa e attraverso i propri sensi, per scoprire chi è e “cosa ha veramente voglia di fare Elizabeth” e per diventare la donna-quercia, felice ed equilibrata, che l’Elizabeth-ghianda, più giovane, confusa ed immatura, era solo nel potenziale: soprattutto una donna libera dall’obbligo di fingersi qualcun’altra.

La storia prende il via con la protagonista, dall’apparente vita perfetta (casa-lavoro-matrimonio) che, sul pavimento della sua splendida casa,  letteralmente affonda nelle lacrime  la sua disperazione, senza neanche comprendere il perchè di tanto dolore. Esaurite le possibili risposte ragionevoli e razionali, dal profondo del suo essere nasce il bisogno di rivolgersi ad una fonte  piu’ alta, ma dal nome semplice, quasi amichevole …direttamente a Dio, per le tante risposte alle sue domande e anche per risolvere il lungo calvario della separazione .pasta-1463930__340Così inizia il  suo cambiamento e il suo percorso nel ritrovare prima la sua stessa fisicità,  con i chili finalmente ripresi gustando il piacere del cibo in Italia, poi la sua parte intima e spirituale , sperimentando il potere del silenzio (per mesi ) e del servizio agli altri (pulendo il pavimento come offerta all’ospitalità nel tempio)  nell’ashram Indiano, per arrivare girls-1053151__340finalmente a riaprire il suo stesso cuore in Indonesia, a Bali, ritrovando l’amore di relazione con il brasiliano Felipe, ma anche l’amicizia, verso il guaritore Ketut e verso Wayan,  la donna balinese che per lasciare il marito era stata costretta alla fame (insieme alla sua bambina) e alla quale, una volta rientrata in America , riesce con una colletta a regalare un terreno per costruire casa.

Questa è la  storia di  Elizabeth Gilbert , ma credo che ognuno di noi, soprattutto quando sente quel dolore, dovuto alla separazione da se’ stessi, possa cominciare un percorso dentro di sè, senza necessariamente andare dall’altra parte del mondo (oltrechè rivolgersi eventualmente alla psicologia o altre discipline). Mantenendo  l’analogia con le tre grandi necessità dell’uomo di mangiare, pregare e amare  sul piacere del gusto, per esempio siamo fortunati: viviamo già  in Italia! Ma anche per sperimentare il silenzio, il raccoglimento spirituale, oltre ad ashram e conventi nel nostro Paese, esistono moltissimi luoghi dove praticare meditazione e preghiere. Inoltre possiamo anche trovare o creare un luogo (il tempio) solo nostro, con ciò che piu’ ci rappresenta (classicamente si usano candele e incensi ma anche perline , pietre, conchiglie, fotografie ) dove ritrovare il nostro centro. In questo caso anche un angolo di giardino o quello di una stanza di casa propria, è perfetto. Piu’ difficile magari è trovare il guaritore , ma nella storia Ketut, oltre ad essere il “vecchio saggio”, che le ricorda l’importanza del sorriso,  è  un amico che la accoglie, insieme alla sua famiglia e l’amicizia è sicuramente un antidoto potente alla solitudine e allo sconforto ..per tutto il resto credo che sia proprio come commenta la stessa Elizabeth, tornando sulla terraferma dal peschereccio indonesiano:sunrise-2162874_960_720.”non ci sono moli per attraccare. Devi arrotolarti i pantaloni, saltare dalla barca e procedere attraverso le onde con le tue forze.Non c’è modo di farlo senza bagnarsi o persino senza essere sbattuti contro le barriere di corallo, ma ne vale la pena, perchè la spiaggia è bellissima e speciale“…quindi “..attraversiamo”

Tiziana Mancini

 

 

Auguri Mamma ! Curiosità e Coccole per la Festa della Mamma -parte 3

Auguri Mamma ! Curiosità e Coccole per la Festa della Mamma -parte 3

E siamo finalmente arrivati al giorno della Festa della Mamma.

IMG-20170505-WA0010Dopo le curiosità su questa festa e qualche idea regalo (nei precedenti articoli), è ora di passare ai festeggiamenti……. e non c’è festa senza dolce, soprattutto in questo caso, visto che il “mothering cake” è nato addirittura molto tempo prima che fosse istituita una giornata dedicata! verdeAvevo deciso per un pensiero alla mia mamma diverso dal solito: un momento di relax e benessere totale, con una sessione di Restorative Yoga e a seguire una tisana per continuare le Coccole, scambiando due chiacchiere “tra donne”. Anche per il dolce ho deciso di lasciare un po’ di spazio alla fantasia. Tenendo presente che non sono certo una cuoca, nè una pasticciera, tendo ad utilizzare sempre ricette semplici e adattabili, in caso non avessi disponibilità di qualche ingrediente o meglio, diciamo che ho proprio una particolare tendenza a “rivisitare” le ricette a seconda di quello che magari ho già in casa o a provare nuove versioni piu’ golose o al contrario piu’ leggere (come in questo caso) : ne sa qualcosa mio marito Alessio che si ritrova spesso a non sapere cosa aspettarsi quando gli viene in mente di chiedermi di preparare una torta o dei biscotti….

La ricetta che ho deciso per quest’anno ha di base una pasta biscuit casalinga, ricetta passatami piu’ un quarto di secolo fa da una mia collega, quando, per il Natale, tutti gli uffici della contabilità dell’azienda in cui lavoravo allora, si riunivano per gli auguri. Tutti portavano qualcosa di preparato personalmente e immancabilmente scattava una sorta di allegra competizione tra le donne dei due piani dell’edificio, per trovare il piatto dolce o salato piu’ originale e meglio presentato. Il dolce da lei preparato era una Girella alla Nutella (la base è ottima per il tronchetto natalizio)  ma la per la  farcia si puo’ tranquillamente utilizzare anche marmellata o crema: il risultato è sempre ottimo e poi è davvero facile da fare e velocissima motivo per cui tengo come una reliquia il foglietto con gli ingredienti anche se in realtà sono solo 4 !

Questa volta ho deciso di utilizzare l’impasto  per creare una torta,  naturalmente a forma di cuore, e con una farcitura piu’ leggera.

TORTA BISCUIT CON CREMA DI RICOTTA, CIOCCOLATO FONDENTE E COCCO

Ingredienti:

per la base:

4 uova intere

200 gr. di zucchero

100 gr. di farina OO

1/2 bustina di lievito per dolci

1 teglia o stampo a forma di cuore (24-26 cm)

1 teglia o stampo  tondo  (24-26 cm)

per la farcia:

250 gr. di ricotta fresca

70 gr. di zucchero

1 cucchiaio di cacao amaro

4 cucchiai di cocco grattugiato

latte di cocco (o altro latte) q.b. – circa 4 cucchiai-

una manciata di gocce di cioccolato fondente (a piacere)

per la copertura:

300 gr. di cioccolato fondente

zucchero a velo q.b.

cocco grattugiato q.b.

 Adobe Spark(13)Monto le uova con lo zucchero e poi aggiungo un po’ alla volta la farina con il lievito. Rivesto gli stampi con la carta forno. Verso 3/4 dell’impasto nello stampo a cuore e il rimanente nell’altro. Metto in forno caldo a 180°C per 15 minuti + 5 min.a forno spento. Prima di spegnere il forno bucherello con uno stecchino per sgonfiare e verifico la cottura.crema cacao ricotta Intanto che la base cuoce (i 15 minuti della cottura sono più che sufficienti..) preparo la farcia schiacciando con la forchetta la ricotta. Aggiungo lo zucchero poco alla volta, poi il cacao. In una ciotola verso il cocco grattugiato e aggiungo il latte, facendolo assorbire poco alla volta, in modo che diventi una crema (se è troppo liquida basta aggiungere un altro pò di cocco), quindi unisco il tutto e mescolo sempre delicatamente.Ripongo in frigo, finchè non è il momento di utilizzarla.A questo punto le basi sono cotte, quindi le sforno, faccio intiepidire ed elimino la carta forno. Questa è l’operazione più “antipatica” perchè richiede un po’ di attenzione in quanto il dolce è morbidissimo e rischia di rompersi. Per fortuna il pericolo è solo per la torta con lo stampo a cuore…con l’altra invece non si rischia nulla, anzi! Deve proprio essere rotta e ridotta a pezzetti, grossolani e irregolari. Spalmo la crema e aggiungo le gocce di ciocciolato poi ricopro completamente con i pezzetti di impasto, schiacciando delicatamente per far aderire bene. Cospargo un po’ di zucchero a velo per uniformare, e poi faccio colare il cioccolato fuso con un cucchiaio. Quando il cioccolato si è indurito termino con il cocco grattugiato.

Piu’ lungo a dirsi che a farsi: in tutto ci vuole meno di un’ora e l’effetto è assicurato!

Ora non mi resta che ricomporre tutte le idee in un unico dono e correre da mia madre  ad abbracciarla: Auguri Mamma Ti Voglio Bene! torta

E voi, come festeggiate le vostre mamme ?

Tiziana Mancini

Curiosità e Coccole per la Festa della Mamma -parte 2

Curiosità e Coccole per la Festa della Mamma -parte 2

russian-1848957__340Dopo le Curiosità sulla Festa della Mamma nel precedente articolo , di quando e perchè è nata questa festa e del fiore scelto quando è stata istituita, eccomi a parlare … delle Coccole! Ogni giorno dovrei ricordarmi  di una coccola o di un gesto di affetto verso la mia mamma  ma nella realtà spesse volte mi sorprendo nel pensare che sono trascorsi già un po’ di giorni dall’ultima volta che sono passata a trovarla o da quando le ho telefonato per chiederle come sta e allora prendo il telefono, decisa a chiederle della sua salute, e se ha bisogno di qualcosa…ma mia madre è una di quelle mamme di una volta, abituate a portare avanti la casa, la famiglia e se’ stesse da sole, da sempre,  e la sua risposta resta la stessa da anni : “tutto bene, tiriamo avanti….

Almeno nel giorno della sua festa mi piace l’idea di poterle donare  qualcosa  per la sua presenza costante, anche se un po’ severa, con noi figli e per  l’attenzione, l’amore e la cura con i suoi due nipoti (che invece non fa che osannare, letteralmente!). Quest’anno ho pensato a qualcosa di diverso dalla solita pianta, omaggio che comunque apprezza sempre molto: l’idea è qualcosa di più personale, per lei ed il suo benessere. Solo un piccolo pensiero, una “Coccola” insomma: anche con un budget molto limitato, di possibilità ce ne sono diverse!

davIn questi giorni mi sono guardata un po’ in giro e ho trovato almeno cinque idee, tutte al di sotto dei 30euro.  In erboristeria per esempio ci sono delle Acque Vitalizzanti che rinfrescano, idratano e profumano delicatamente di fiori :  le pelli un po’ secche e stanche di sicuro apprezzano! Mi torna in mente che quasi tutte le domeniche  i miei genitori si ritrovano a casa loro con alcuni  amici. Finisce sempre che gli uomini parlano per conto loro di pittura e mostre di quadri (sono tutti pittori e appassionati cultori d’arte ) mentre le donne si scambiano allegramente le esperienze di vita da mogli, da madri e soprattutto da nonne: ogni volta è un ottimo pretesto per assaggiare un  dolcetto preparato o portato apposta da qualche viaggio di ognuna, da gustare insieme con il  te’ soprattutto quando le temperature non sono così primaverili come quest’anno. Ho trovato alcuni infusi tea one che mi ispirano particolarmente : sottoforma di bustine e di erbe sfuse in barattolo, con il filtrino e con anche il biglietto di auguri ! Meglio Esprit de Provence viola lavanda  o Scacciapensieri verdeacqua e agrumato? Ci sono anche  tisane di gusti e profumazioni varie e tazza abbinata . verde  lavanda

 

A proposito ..io adoro la TeaOne, quel bellissimo set tazza e teiera, due in uno! Ora si è fatto tardi e mi devo avviare verso casa; ringrazio Valeria che mi ha permesso, come sempre, di curiosare nel suo negozio e di fare qualche foto, così penso meglio, intanto che torno a casa per preparare il pranzo!

Ci sarebbe un’altra idea, ancora piu’ personale, che mi solletica molto: una sessione di yoga!IMG-20170505-WA0010

Lo so… sembra improbabile che una signora un po’ anziana possa aver piacere di cimentarsi in esercizi e posizioni mai provate, soprattutto quando le ossa e le articolazioni non sono piu’ quelle di una volta. In effetti non ci avrei mai pensato se Susanna  non mi avesse fatto provare il Restorative Yoga. Lei è  insegnante di yoga kundalini, la forma antichissima dello yoga per il benessere fisico e mentale. Come dice sempre,yoga è sciogliere le tensioni e noi occidentali non siamo abituati come in India a fare e soprattutto mantenere le posizioni ,le asana, per molto tempo, completamente fermi e coi muscoli rilassati (e respirando correttamente) così da permettere anche alla mente di lasciare andare i pensieri e vuotarsi e far sì che tutto l’organismo si rigeneri e si ricarichi”.  Alle volte, soprattutto  chi si approccia le prime volte, pensa che lo yoga e soprattutto le sue posizioni siano  un qualcosa di irraggiungibile, una sorta di esercizio acrobatico, pur avendo la percezione dell’importanza di questa disciplina nel riappropriarsi del proprio corpo e “ristorarlo” appunto. In questo caso  può essere indicato il Restorative, una forma di Yoga, piu’ “occidentalizzato”, che permette di rimanere nella giusta asana per almeno 20 minuti, senza alcuna difficoltà o sensazioni di fastidio o dolore, con l’ausilio semplicemente di cuscini e coperte, ad aiutarci nello stare in posizione.IMG-20170510-WA0000

Io ho provato la posizione del bambino (o foglia morta), della farfalla e la Shavasana: Il risultato non solo è di profondo rilassamento, ma anche di  una migliore mobilità delle articolazioni e indubbiamente una mente piu’ lucida e attiva. Ma il bello è che per la mia percezione,  tutto quello che ho fatto è stato accomodarmi e farmi rimboccare la copertina: il sogno di ogni mamma stressata!”

Lascio anche Susanna, i suoi consigli e il suo splendido “angolo di Tibet”  (il suo studio) e a questo punto non mi resta che decidere…ma se scegliessi per un pacchetto unico? Una sessione di restorative yoga e a seguire una tisana calda e profumata, per scambiare  due chiacchiere tra donne….profumo di Oriente a km zero!

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E voi, avete già scelto cosa regalare alla vostra mamma?

 

Tiziana Mancini

 

Grazie a:

Valeria Gianotti – La Bottega delle Erbe Castellanza
SusannaSevaCesarini – AssociazioneArthaYoga Castellanza

 

 

 

 

 

 

Curiosità e Coccole per la Festa della Mamma -parte 1

Curiosità e Coccole per la Festa della Mamma   –parte 1

Ci siamo:  e’ iniziata la settimana delle Mamme! Il giorno dedicato è stabilito nella seconda domenica di maggio (quest’anno  il 14 appunto ) ma per tutta la settimana il pensiero sarà rivolto a colei che ci ha donato la vita…pare la solita ritrita cantilena, ma è pur sempre la verità: senza una mamma, e un papà ovviamente, non saremmo qui a ricordarlo e raccontarlo.  A proposito, vi siete mai chiesti  perchè viene festeggiata proprio la seconda domenica di maggio? Io sì ed essendo molto curiosa  ho cominciato a sbirciare  qua e là su internet. Ed ecco cosa ho trovato.

Nell’antichità si celebravano in questo periodo dell’anno  le divinità femminili legate alla
fertilità ritrovata: i Greci dedicavano una giornata alle madri in occasione dei
festeggiamenti di Rea , la madre di tutte le dee; i Romani salutavano l’arrivo della primavera in maggio con una settimana di festeggiamenti dedicati a Cibele, dea protettrice delle madri e della Natura, e alle donne , offrendo loro le rose.
Nel 1600 L’Inghilterra istituì, per legge,  la giornata del “Mothering Sunday” , una sorta di “permesso” in  tempo di quaresima  dato ai bambini che lavoravano lontano dalle famiglie, di tornare a casa per un giorno dai genitori  .. e mangiare insieme il “Mothering Cake“.
La moderna festa della mamma venne istituita nel 1914 negli Stati Uniti, con cadenza nella seconda domenica di Maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per le mamme d’America, su proposta di una insegnante della scuola metodista , Anna M. Jarvis,  che volle dedicare la giornata a sua madre, grande attivista per la pace. In Italia invece la Festa della Mamma si diffuse dal 1957 ad opera del parroco Don Otello Migliosi, che volle celebrarlo come momento di dialogo e incontro tra le culture. La data istituzionale venne fissata nel 1959 con cadenza  8 maggio di ogni anno. Solo nel 2000 venne  spostata alla seconda domenica di maggio come negli Stati Uniti ….per motivi puramente commerciali.
Un’altra curiositàAnne Jarvis, scelse come simbolo il garofano, il fiore preferito dalla madre in due colori: rosso per le mamme vive, bianco per quelle scomparse. Oggi invece preferiamo la rosa rhttps://aiutobenessere.files.wordpress.com/2017/05/dianthus-2062255__340.jpgosa per le nostre mamme :  il fiore dell’ amore e della bellezza a simboleggiare la riconoscenza dei figli, che restituiscono  l’amore materno con l’ affetto ma anche con le spine delle preoccupazioni. Sulle tombe di quasi in tutto il mondo invece, è rimasta l’usanza di portare rose bianche.

A questo punto mi pare d’obbligo prepararci alla festa di domenica prossima per tempo, https://aiutobenessere.files.wordpress.com/2017/05/picture-314515__340.jpgcolmandoci, almeno in questa settimana,  di tutto l’amore e la gratitudine che possiamo e dobbiamo alle nostre mamme e alle nostre nonne e bisnonne  (eventualmente trisavole), donando loro come da tradizione: qualche “coccola” in dono, un bel “dolce della mamma” e tante rose o garofani (…facendo però attenzione al colore giusto!!!) per dimostrare il nostro affetto e che anche se siamo lontani, non smettiamo di pensarle e di averle sempre nel cuore.

A proposito di “coccole”, sempre curiosando (questa volta senza internet) e provando di persona,  ho trovato alcune idee simpatiche e “sfiziose”  per ringraziare la mia mamma pensando al suo benessere.

Ne riparliamo a brevissimo, nel prossimo post!

tiziana mancini

 

 

 

A cena con la psicologa : Appunti di “psicologia riccia”.


Diciamo la verità, non mi capita tutti i giorni di avere una carissima amica, psicologa riconosciuta, che pur vivendo e lavorando su diverse città : Varese, Milano, Reggio Emilia, Milazzo, trova il tempo per venirmi a trovare per passare qualche ora in relax e gustarsi insieme alla mia famiglia, e all’altra amica storica, Ornella,  una cenetta tranquilla, chiacchierando dei vecchi tempi. Ma la tentazione è troppo forte per me e non resisto al sottoporle un milione di  domande: così Maria Grazia si ritrova da subito a dover parlare di  lavoro (…ancora!?!) fino a notte fonda, tra un boccone e l’altro, ben oltre il dolce e il caffè. Per fortuna la nostra dottoressa è  ben disposta a raccontarci il suo personale approccio ad una professione che tocca il mondo piu’ intimo dell’essere umano.

Maria Grazia, come prima cosa, il tuo profilo pubblico sui social è “Appunti di Psicologia Riccia”, spiegaci cosa intendi. – “Te lo spiego con l’incipit della mia pagina facebook ( ride ): “Psicologia nata nel rigore della Scienza e nell’estro dell’Arte. La mia Psicologia è Riccia. Come me.” La mia psicologia nasce nell’applicazione degli studi ovviamente, ma lascio sempre che anche la componente personale, la sensibilità già amante delle Arti ,soprattutto della musica e del teatro, abbia uno spazio… e poi anche se li stiro, lo sai che i miei capelli restano sempre riccioluti!

Come hai deciso per la carriera psicologica, dopo aver lavorato per anni in ambiti completamente differenti? – ” Di fondo c’era la volontà di trovare un equilibrio nella relazione  con il mio compagno di allora. Provavo una enorme sofferenza perchè non trovavo vie di uscita, ma sentivo di dover dare un senso a tutto quel dolore e l’unico modo per alleviarlo e contenerlo era quello di dare sostegno agli altri. Poi, dopo anni e anche dietro la spinta di un’amica che mi vedeva particolarmente incline e di aiuto nella vicinanza alle persone, mi sono convinta ad intraprendere definitivamente la professione della psicologa. Ancora oggi la mia motivazione è il pensiero che ci debba essere un motivo a tutto il dolore  che vedo e sento nelle relazioni interpersonali e in sè stessi e per me la risposta è proprio nel sostegno all’altro.”

Quale approccio usi con le coppie che vengono da te? – “Certamente quando una coppia viene in terapia è per sbrogliare le varie problematiche che si sono sviluppate al suo interno e che possono portare a svariate patologie e quindi è necessaria una mediazione. E’ importante per me però anche immaginare la coppia come il luogo dove l’essere umano può sviluppare se’ stesso, guardando anche oltre il problema e riconoscendo in sè e nell’altro non solo la singola immagine o situazione, ma una realtà piu’ allargata, come in uno zoom, per arrivare poi al domandarsi cosa di tutto cio’ che è accaduto puo’ essere utile ai fini della relazione o della persona e cosa è meglio lasciar andare.”

E come procedi? Che metodo usi? – “ I metodi sono molti, ci sono i test e i disegni, ma anche le foto o dei libri che hanno un significato particolare per le persone. In realtà sono tutti strumenti, che hanno lo scopo non solo di tracciare un quadro del paziente e della coppia , ma anche di permettere agli stessi di vedere “orizzonti nuovi” di sè, contestualizzando al momento presente tutto il lavoro. Innanzitutto pero’ occorre non nuocere alla persona. Solo dopo si puo’ passare al “prendersi cura”, con attenzione e delicatezza, a chi si rivolge a noi. In seguito e solo nei tempi e nei modi concessi dall’altro ci è permesso, infine e forse, di “curare”.

Come ultima cosa, che consiglio ti senti di dare alle coppie che ci leggono? – “Sicuramente il mio consiglio è quello di non aspettare troppo a rivolgersi ad un consulente, prima che la situazione diventi davvero ingestibile. Purtroppo è ancora molto diffusa l’idea che l’andare dallo psicologo sia lo specchio di una patologia, mentre piu’ spesso i problemi di coppia sono  originati da problemi di carattere esistenziale assolutamente risolvibili, in molte casi anche con poche sedute.

Ma allora un’altra domanda è d’obbligo! Quasi quasi preparo un thermos di caffè..qui la https://aiutobenessere.files.wordpress.com/2017/04/images.jpgfaccenda si fa lunga e nel frattempo si sono aggiunte altre due amiche alla tavolata, in vista del dolce, Annalisa e la figlia ventenne Bettina. Come si puo’ “divulgare” allora l’idea che la psicologia è uno strumento utile alla crescita della coppia ma anche alla crescita personale dei suoi componenti ? – ” Personalmente mi piace l’idea di avvicinare le persone a questi temi attraverso serate informative e corsi che trattano soprattutto la comunicazione, nelle sue varie declinazioni . Di recente per esempio con “L’ Amore ai tempi di facebook” ho approfondito il concetto di comunicazione nelle relazioni affettive ai tempi attuali dove, attraverso l’interazione con i social, e facebook in particolare, si è creata una modalità diversa nel rapporto tra le persone, con meno contatto fisico rispetto a quello a cui eravamo abituati fino a pochi anni fa . Attualmente mi sto dedicando a “Il Laboratorio dei Desideri” , una riflessione sull’uso delle parole e sul loro potere , anche a partire dal loro significato etimologico, e della loro espressione per comunicare a noi stessi e al mondo esterno, la nostra intenzione in merito a volontà e desideri appunto, per …andare oltre le stelle (dal latino de- siderare).

Da qui a discorrere di queste serate e dei temi, dell’uso delle parole nei secoli, nelle religioni e della loro “forza” o “debolezza” semantica e reale il passo è breve, ma ci riserviamo di approfondire questo affascinante viaggio ad uno dei tanti incontri che Maria Grazia tiene nelle diverse città…intanto qui è ora di sparecchiare. https://aiutobenessere.files.wordpress.com/2017/04/index.jpgPer fortuna lei apprezza sempre  la mia cucina, così, con il mio risotto alla crema di asparagi, mantecato con margarina e panna di riso e il pollo arrosto alla birra con contorno di insalatina (e patate saltate per i non amanti della verdura) ….mi ha allegramente perdonato tutte le irruzioni nel suo mondo! In realtà è sempre molto felice di parlare di questi temi : la divulgazione ci ripete, è fondamentale perchè molte problematiche sono assolutamente risolvibili  nella vita di relazione (e in quella personale)  se correttamente inquadrate e prese al loro insorgere.

https://aiutobenessere.files.wordpress.com/2017/04/img_20170221_170307-copia.jpgE’ quasi l’Una e finalmente la lasciamo tornare a casa, con la promessa che ci sentiremo presto… alla prossima Dottoressa! Maria Grazia Schembri, Appunti di Psicologia Riccia- Dottore in Psicologia, Mediatrice di conflitti relazionali, Couselor professionista presso Famigliando

Tiziana Mancini

“Il nostro corpo ci parla”

“Comprendere, sentire, agire per ritrovare salute e BENE-ESSERE” questo  il tema della splendida conferenza cui ho assistito ieri sera, presentata dal Dott. Michele Vania e super ospite Marco Columbro.

Avevo seguito tempo fa alcuni  video del Dott.Vania, il medico chirurgo che sintetizza l’approccio della medicina occidentale con quella orientale e già ero rimasta colpita. Dal vivo è assolutamente  meglio! Il suo sistema si fonda sull’analisi dell’individuo nel suo contesto di vita abituale e si basa sui 5 elementi di tradizione orientale, dal punto di vista spirituale, emozionale e fisico (spirito emozione organo):                                                                                                     https://aiutobenessere.files.wordpress.com/2017/04/img_20170420_223037.jpg

Legno : vita/movimento/fegatomuscoli/rabbia – Fuoco :luce/calore/spirito/cuore/amore – Terra  l’elaborazione/stomaco/milzapancreas/simpatia  – Metallo: la concretizzazione finale/polmoni/colon/angoscia – Acqua :l’idea/reni/vescica/paura. Ma come scoprire in quale punto non c’è l’armonia necessaria alla corretta e fluida vibrazione dell’energia che permette il reale benessere? Per noi occidentali la sensibilità accumulata in  anni di tradizioni, cultura ed esperienza come nel mondo orientale è spesso ritenuto impensabile. Ma ecco che viene in nostro aiuto la tecnologia: attraverso un apparecchio elettronico creato in Germania già alcuni anni fa, è possibile misurare  con onde elettriche e valori numerici l’energia del corpo  che si riferisce ai vari meridiani  e quindi ai diversi organi, basandosi sui punti già riconosciuti dell’agopuntura . Un valore molto superiore o molto inferiore a 50/60 è sintomo di una energia non in equilibrio, quindi non sana. L’ inserimento o l’ eliminazione sapiente di alimenti o singoli elementi come acqua, sali ecc. , verificando in tempo reale il  livello energetico nell’interazione con il corpo del paziente,  risolvono spesso già essi stessi molte problematiche, come anche il cambiare determinati atteggiamenti mentali e integrare dell’ attività fisica. Naturalmente accade che ci sia la necessità di  ricorrere alla medicina vera e propria, sia omeopatica che tradizionale . Queste naturalmente sono cose di cui siamo già a conoscenza da tempo, ma la vera novità secondo me è l’approccio scientifico, mirato e particolareggiato verso la singola persona, non verso un genere o una tipologia più o meno simile di individui. Ogni situazione e contesto, sotto ogni punto di vista: sociale, comportamentale, relazionale e ambientale chiarisce e contribuisce ,quindi,  a far individuare la criticità ma  contemporaneamente anche  la risoluzione del problema e di conseguenza della patologia.

tiziana mancini

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